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Siamo spiacenti se per adesso non trovate informazioni sul vostro paese o su altri particolari della Valle del Salto. Il sito è ancora in costruzione. Presto saranno completate tutte le categorie e i paesi, ma ci sarà molto da lavorare. Infatti soltanto i paesi sono 90 all’incirca e non è facile scrivere un articolo completo su di loro (che è frutto di numerose ricerche su vari libri) e trovare le foto; oltre ai paesi poi ci sono la altre categorie e aggiornamenti da completare.

Sono spiacente per questo disagio, ma ci sarà ancora da aspettare.

Il Webmaster
Roberto Lombino
& lo Staff di valledelsalto.com

GIRGENTI - UN ANGOLO DI SICILIA NEL CICOLANO

1239 visite ricevute Archiviato in: Girgenti — Roberto Lombino 28 Gennaio 2007 @ 19:31

Girgenti è una frazione del comune di Pescorocchiano ed è stata fondata da un gruppo di siciliani, emigrati nella Valle del Salto, provenienti dall’attuale Agrigento, anticamente Girgenti.

Per approfondire l’argomento ho riportato qui sotto un articolo de Il Giornale di Sicilia del del 7/11/2000, di Vittorio Alfieri.

ALLE PORTE DI ROMA BATTE UN CUORE DI NOME GIRGENTI.

Alle porte dell’eterna Roma tra i monti del Cicolano, in provincia di Rieti, batte un cuore dell’antica gente di Girgenti.
In un paesino dell’appennino laziale quasi al confine con gli Abruzzi e l’antica Sabina c’è Pescorocchiano paese montano che ha nel suo hinterland una frazione chiamata “Girgenti” e fondata quasi 1000 anni fa da esuli agrigentini che in una fredda alba lasciarono la calda valle dei templi per l’ignoto.
Agrigento dieci secoli dopo vuol ricongioungersi con quel pezzo di città cresciuto alle porte di Roma. Stamattina il presidente della Provincia regionale di Vincenzo Fontana sarà a Pescorocchiano alla guida di una piccola delegazione per partecipare ad una tavola rotonda su “Archeologia, arte e cultura delle provincie di Rieti ed Agrigento”.
L’Ente agrigentino ha già inviato nel Comune rietino l’unità mobile dell’ufficio relazioni con il pubblico con materiale illustrativo della nostra provincia.”Si tratta non solo di un atto dovuto - dice il presidente Fontana - verso questi nostri concittadini che, al di là di quelle che furono le cause storiche della loro migrazione di massa, non hanno mai dimenticato la propria terra, ed al contrario hanno voluto conservare intatte le tradizioni culturali della Girgenti medievale. Inoltre la presenza della Provincia nel comune rietino vuole essere anche un interessante scambio storico-culturale tra due territori che, seppur molto distanti geograficamente l’uno dall’altro, sono tuttavia legati da origini comuni”.Allo scopo di “esplorare” le proprie origini è stata costituita l’anno scorso una associazione culturale “Gergenti onlus” presieduta da Vincenzo Ricci.”Lo scopo - dice al telefono Enzo Ricci - è esplorare la propria identica e conoscere le nostre origini. Sembrerebbe che la migrazione sia avvenuta addirittura ancora prima dell’anno mille tra la fine dell’800 e l’inizio del secolo successivo”.Erano circa 300 vecchi, donne, bambini ed uomini che caricati a dorso di animali da soma e su sgangerati carri abbandonarono la propria casa nella zona del Rabbato o nelle viuzze della zona a sud della Cattedrale di San Gerlando. Iniziarono un viaggio che sarebbe terminato dopo mesi e mesi di peregrinazione nelle terre del Cicolano. Ma c’è chi sostiene che si fosse trattato di una deportazione di massa da parte di quanti non intendenvano convertirsi al cattolicesimo.Il tutto avveniva intorno al 1154 sotto il regno di Guglielmo I detto il Malo che regno fino al 1166. Secondo quanto riportato da Picone nelle sue “Memorie storiche” sotto il regno di Guglielmo I i musulmani continuarono ad occupare posti di prestigio e fiancheggiavano le rapine e la crudeltà di Majone fino di un venditore di olio di Bari. Lo scontentamento, scrive Picone, del popolo per l’avidità del fisco e l’ira della aristocrazia feudale malmenata e spogliata da Majone trovò un vendicatore nel prode e nobilissmo Matteo Bonello.
Ma il moto del 1155 venne spaventosamente represso nel sangue. Così pure con l’avvento di Federico II che tornato dalla Germania fra il 1222 ed il 1223 fu costretto a reprimere i moti rivoluzionari. Secondo i dati dei registri della Cancelleria Angioina, Federico II ricorse alla violenza ed i ribelli furono trasferiti “in numero cospicuo” fuori dalla Sicilia.Le prime notizie di un castello di Girgenti nei monti del Cicolano si hanno alla fine della dominazione dei Normanni intorno al 1183 quando questa zona montana faceva parte del Ducato di Spoleto e pare che appartenesse a Rinaldo Sinibardi (nome tipico agrigentino) e successivamente passato a Filippo Mareri, che pare fosse stato figlio di Sinibardi, che divenne Signore di Maneri e Girgenti.Giuseppe Di Giovanni parlando di questo lontano passato scrive “… Gentile, vescovo di Agrigento tuttavia fu molto attivo per la difesa e l’arricchiimento dei beni della chiesa. Comprò molti casali dai saraceni quanto vennero espulsi dalla Sicilia..”(Emptio 1154-1171).Ma una tesi molto azzardata potrebbe essere l’episodio riportato dal Fazello ne “Storia di Sicilia”: Guglielmo I detto il Malo fu scomunicato da papa Adriano “ed assolvè dal giuramento tutti i sudditi, che gli avea giurato fedeltà, così in Sicilia come in Puglia ed in Calabria acciocchè piu’ facilmente avessero occasione di ribellarsi da Lui”.Oggi nel 2000 la gente di Girgenti di Pescorocchiano è orgogliosa delle proprie origini ed ha mantenuto intatte le tradizioni e gli usi. Camminare tra le vie della borgata medievale sembra di trovarsi nella zona del Rabato (via Garibaldi) o nelle viuzze che si snodano da piazza don Minzoni verso la via Atenea. Ed hanno lasciato tutto intatto, con continui restauri in ricordo di questa migrazione di massa.

Vittorio Alfieri

http://www.paginesi.it/cache/www.girgenti.provinciarieti.it.sicilia.html.dir/cache.htm

COMUNE DI PESCOROCCHIANO

516 visite ricevute Archiviato in: Pescorocchiano — Roberto Lombino 12 Dicembre 2006 @ 13:52

Il comune di Pescorocchiano è situato nella Valle del fiume Salto, tra il fiume e la catena dei monti Carseolani, ricoperti di grandi boschi di faggio e castagni. Il suo nome deriva dalle parole ‘’Pesclum‘’ (luogo ripido) e ‘’rocchiano‘’ (nome medievale che indica un luogo roccioso). Nel comune di Pescorocchiano troviamo le Grotte di Val de Varri, che è divisa in due parti: la prima (a sinistra) dove sono stati invenuti numerosi oggetti di ceramica risalenti a circa 4000 anni a.C.. Nella parte destra, invece, troviamo stupende attrazioni di tipo naturalistico, numerose stalattiti e stalagmiti e percorsi di acqua cristallina con alcune piccole cascate. A Nesce sono stati portati alla luce numerose aree archeologiche come la necropoli, il teatro e alcuni templi come quello di Alzano, risalenti all’ età Aequicola, nella città che prima si chiamava Nersae che fu distrutta dai Romani. Più recenti sono i borghi medievali, come Roccaberardi, Leofreni, Santa Lucia, Girgenti e molti altri, con il loro antico fascino, sono luoghi degni di essere visitati.