Valle del Salto

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Lago del Salto

1501 visite ricevute Archiviato in: Laghi — Roberto Lombino 30 Maggio 2007 @ 21:42

Al centro della Valle del Salto troviamo il grande bacino artificiale del Lago del Salto, l’ elemento più caratteristico della valle. Il lago del Salto è lungo 10 Km e largo circa 1 Km, ha un perimetro di 57 Km e una profondità di circa 60 m; è il bacino artificiale più esteso del Lazio. Un tempo era un fiume, il fiume Salto, che nasceva dai monti della marsica per andarsi a perdere dei dintorni della vicina città di Rieti e serviva da confine tra lo Stato della Chiesa e il Regno della due Sicilie. Nel 1940, durante il ventennio fascista, venne costruita una diga nei pressi di Balze di Santa Lucia, e al tempo era la più grande diga d’Italia (90 m). Si formò così il lago attuale e vennero sommersi alcuni paesi che prima della costruzione della diga si trovavano vicino le rive del fiume come Borgo San Pietro, S. Ippolito, Teglieto, Fiumata, ma in seguito furono ricostruiti più a monte, insieme al monstero delle Clarisse datato al 1200, che custodiva al suo interno sumerosi affreschi, quest’ ultimo fu smontato e rimontato pezzo per pezzo. Adesso nei periodi di secca è possibile vedere sbucare dalle acque del lago un antico campanile appartenente ad uno dei paesini sommersi. La bordatura del lago è molto frastagliata, e questa caratteristica lo rende unico tra i laghi italiani; la frastagliatura delle coste è dovuta al fatto che con l’innalzamento delle acque, dopo la costruzione della diga, l’ acqua del lago si andò ad insinuare tra i dirupi e le pendici scoscese dei monti circostanti. Le coste variano di zona in zona, come anche il fondale del lago che nella parte centrale è roccioso, mentre vicino alle coste è più rigogliosa la vegetazione, poichè un tempo la si trovavano pascoli e boschi, ora sommersi. L’immissario principale del lago del Salto è sicuramente il fiume Salto che attraversa il territorio di Borgorose (ovvero la zona sud della Valle del Salto), è notevole l’importanza dei molti fiumiciattoli e torrenti che scendono dalle cime innevate dei monti circostanti e che affluiscono nel lago. Il lago del Salto è ‘’parallelo'’ ad un altro lago della marsica e separato da esso dala catena dei monti Navegna e Cervia, il lago del Turano, ed è collegato ad esso tramite un canale artificiale di 9 Km; questi due bacini artificiali alimentano la centrale idroelettrica di Cotilia (1942).
Possiamo dividere le sponde del lago in due parti secondo l’asse diga-fiume Salto: la parte ad est è formata da numerosi paesi alcuni dei quali situati nelle sponde del lago e circondati da campi e pascoli; la parte ovest molto più ‘’solitaria'’ formata da meno paesi, distanti dalle coste del lago e circondati da fitti boschi.

La fauna ittica del lago del Salto è formata da vari tipi di pesce tra i quali troviamo: Carpe, Scardole, Alborelle, Lucci (re-introdotti di recente), Gardons, Persici sole, Carassi, Persici Trota, Persici Reali, Anguille, Amur, Tinche, Trote, Coregoni, Gambero turco e americano.

Il Lago del Salto è una delle mete preferite dai pescatori del Lazio ma anche di tutta Italia. E’ una grande fonte di turismo per la Valle del Salto, il lago, infatti, è sede anche di numerose gare sportive di canoa e di altro tipo; è vietata la balneazione, ma è possibile affittare un ombrellone e una sdraio per godersi in pace il fantastico panorama del lago e dei suoi stupendi monti boscosi che gli fanno da cornice.

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S. Stefano - Borgorose

217 visite ricevute Archiviato in: S. Stefano — Roberto Lombino 11 Maggio 2007 @ 19:21

Abitanti: 161

Altitudine: 901 m s.l.m.

Nei pressi di Corvaro di Borgorose si trova un piccolo borgo medioevale noto come S.Stefano, caratterizzato da piccole stradine e antiche costruzioni, tra le quali spicca la chiesa di S. Stefano di Cliviano datata al 1154, ma esistente già nel 600 d.C., ma poi rimaneggiata totalmente e trasformata in un monastero che adesso non c’è più, ma del quale sono rimasti pochi resti visibili nella chiesa. E’ a croce latina, costituita da una sola navata, con tetto a doppio spiovente che ingloba il campanile. Nell’interno invece troviamo elementi architettonici romani come l’acqua santiera ricavata da una antica colonna romana e nel transetto affreschi del XIV secolo.
Sul Monte Frontino, a 1167 metri, si trovava una grande fortezza detta Castello di Malito, appartenente a Gentile Vetulo, che sovrastava il paese di S. Stefano, risalente al I secolo a.C, ma modificato nei secoli successivi. Di questo centro fortificato, che serviva da avamposto per controllare la valle di Malito, rimangono tuttora i ruderi di edifici interni e della cinta muraria di circa un chilometro ed è uno dei meglio conservati di tutta la Valle del Salto.