Abitanti: 22
Altitudine: 799 m s.l.m.
Le case situate più in basso in questo paese sono state costruite dopo il 1915, quando il terremoto fece crollare gran parte di esse.
Il nome del borgo, Collefegàto, viene dal latino Colles Figatum, ovvero colle consegnato in feudo. Il primo possessore di questo feudo fu il barone Gentile Vetulo.
Poco fuori dal paese, in prossimità della SuperStrada ‘’Cicolana’’, è ubicata la chiesa della Madonna delle Grazie, costruita in età medievale dai monaci benedettini sulle rovine di una villa di epoca romana; accanto a questa chiesa sono ancora visibili i resti di mura pelasgiche, molto antiche. In paese invece troviamo la chiesa di S.Anastasia, di cui ora rimangono i ruderi a testrimoniarne l’esistenza.
Abitanti: 60
Altitudine: 840-825 m s.l.m.
Il nome attuale di Colleviati deriva dal latino Colles Viatorum
Villette, situato tra Colleviati e Collemaggiore, è rispetto agli altri paesi del Cicolano, uno dei più recenti, poichè è stato costruito dopo il terremoto del 1915. Nella fontana del paese sono presenti alcune epigrafi di età equicola.
Poco fuori dal centro abitato era presente un monastero dei benedettini dedicato a Santa Lucia, ma adesso è completamente scomparso, e a ricordarne la presenza c’è una chiesetta, costruita nel 1955.
Abitanti: 180
Altitudine: 1000 m s.l.m.
Dopo Staffoli, Fiamignano è il paese più alto del Cicolano, gode di uno stupendo panorama che gli permette di osservare gran parte della Valle del Salto, con i suoi monti ricoperti da fitti boschi, i suoi borghi e il lago del Salto.
Il paese di Fiamignano fu costruito nell’alto medioevo, durante il periodo dell’incastellamento, causato, in questo caso, dall’imminente arrivo dei Saraceni. Il nome originario del borgo era Poggio Poponesco, situato poco più a monte rispetto al paese attuale, caratterizzato, come la maggior parte dei paesei del luogo, da una fortezza, in grado di difendere il popolo durante gli attacchi dei nemici. Ma proprio in uno di questi attacchi, il paese di Poggio Poponesco fu dato alle fiamme e fu successivamente ricostruito poco più a valle con il nome di Fiamignano (che deriva da ‘’fiamma'’). Per quasi tutto il medioevo fu un feudo della famiglia Mareri, nel rinescimento passò alla famosa famiglia romana dei Colonna ed infine fu posseduto da un’altra nota famiglia, quella dei Barberini, che terminò con Maffeo Barberini nel 1796.
Nel 1846 il re Ferdinando fece spostare la sede giudiziaria a Fiamignano, e nel 1854 divenne capoluogo del circondario; entrambe le cariche appartenevano al borgo di Mercato. Nel 1927 il comune di Fiamignano passò dalla provincia di L’Aquila a quella di Rieti.
La chiesa parrocchiale di Fiamignano, intitolata ai santi Fabiano e Sebastiano, non presenta nessuno stile particolare. E’ stata costruita probabilmente nel 1530, come è inciso sulla facciata della chiesa. Ma tale fonte non è attendibile, poichè la facciata è stata modificata ben due volte durante l’ ultimo secolo. La chiesa è stata recentemente ristrutturata e al suo interno conserva degli oggetti di alto valore, come il ciborio ligneo del XVII secolo di frate Michele di Petrella, del convento dei cappuccini di Fiamignano, e la tela dello stesso secolo, rappresentante l’ Immacolata Concezione. In paese c’è anche un’altra chiesetta, anzi una cappella, appartenente al palazzo della famiglia Martelli.
Poco fouri dal centro abitato sono ancora visibili i resti dell’antica fortezza di Poggio Poponesco, poco più in basso troviamo la chiesetta medievale della Madonna del Poggio, che prima di essere trasformata in chiesa era una stalla, e i resti dell’antico monastero dei frati cappuccini, distrutto dal terremoto di Avezzano del 1915. Sul monte Aquilente troviamo i resti delle antichissime mura pelasgiche e la chiesetta di S. Angelo in Cacumine Montis, o chiesetta Alpina, intitolata al caporale alpino Ennio Di Giampasquale, morto in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale.
Abitanti: 81
Altitudine: 560 m s.l.m.
Il suo nome deriva probablemte da Collis Cervinus, fondata dai monaci benedettini che fondarono anche il monastero. Oltre al castello, a caratterizzare principalmente il paese di Concerviano è la celebre abbazia medievale di San Salvatore Maggiore, un grande monastero appartenente ai monaci benedettini provenienti da Farfa, che lo costruirono tra il 600 e il 700 d.C.. Raggiunse la sua massima importanza durante il secolo IX quando lo stesso Carlo Magno le diede il titolo di ‘’imperiale'’. Fu distrutto dai Saraceni verso l’anno 890 d.C., poi venne restaurato per volere di papa Benedetto VIII nel XI sec. d.C. e nel XIV sec. passò nello Stato Pontificio, ma fu abbandonato nel XVII secolo, per ordine di papa Urbano VIII
All’interno del paese troviamo le chiese di San Nicola di Bari e della Madonna della Quercia.
A caretterizzare l’antico borgo di Concerviano sono le numerose feste che si tengono li durante il corso dell’anno: il 5 gennaio La Pasquarella, in cui la gente scende per strada a cantare canti popolari e ad aspettare l’arrivo della befana, una festa simile avviene la notte di capodanno. Poi si passa alle feste di carattere religioso: Madonna della Quercia (7-8 giugno), San Antonio di Padova (13 giugno), Corpus Domini (22 giugno, festeggiata nella maggior parte dei paesi della valle), San Nicola di Bari (6 dicembre). Si continua durante l’estate con numerose sagre
Abitanti: 780
Altitudine: 732 m s.l.m.
Il nome originario era Borgocollefegato, perchè era situato in prossimità di Collefegato, che allora era ben più grande. Nel 1960 il paese di Borgocollefegato era molto popolato, più di Collefegato, si decise quindi di cambiare il suo nome in Borgorose.
Le chiese principali di Borgorose sono tre, la prima in ordine di tempo è quella di San Giovanni in Leopardis, costruita intorno al secolo XI, appartenne ad una abbazia fino al 1800. Fu edificata sopra un antico tempio equicolo datato al V secolo a.C.. Nel 1153 questa chiesa compare nella bolla di Papa Anastasio IV, dove vennero elencate le chiese della diocesi di Rieti. I capitelli che ornano le colonne sono in stile romanico e hanno decorazioni diverse: foglie d’acanto, aquile sporgrenti, altri animali alati, mostri e altre decorazioni. Dopo essere stata restaurata nel 1980 è stata dichiarata Monumento Nazionale nel 1982. Questa chiesa possiede anche una cripta, ma nel 1984 cinque delle otto colonne di questa, sono state rubate e con esse le loro preziose decorazioni.
La seconda è la chiesa di San Antonio abate datata al secolo XV inglobata nell’ospedale che fu costruito nello stesso periodo da alcuni monaci viennesi, che lo chiamarono San Antonio da Vienna.
La terza è la chiesa parrocchiale di Sant’ Anastasia, un tempo dedicata a Santa Caterina. Non è certa la data della sua edificazione, ma si può essere certi che esisteva nel 1745, perchè è scritto in una lapide all’interno. Possiede anch’ essa una cripta e nella facciata presenta un rosone, non molto decorato che come il portale proviene dalla chiesa di San Giovanni in Leopardis.
Oltre alle chiese, ad arricchire il valore artistico del paese sono i numerosi portali delle case.