Storia del Cicolano: Medioevo e Rinascimento
Dopo la fine dell’ Impero Romano non si hanno più notizie del Cicolano e la popolazione Equicola si era ormai mescolata con le altre popolazioni sotto l’Impero di Roma.
Agli inizi del VII secolo d.C. la regione che era degli equicoli viene inglobata nel Ducato di Spoleto dal Duca Ariolfo. Alla fine del IV secolo i Saraceni penetrano in Italia e arrivano nel Cicolano, ci fu quindi il bisogno da parte della popolazione della valle di abbandonare i loro villaggi e di ricostruirli sulle cime delle colline e delle alture, fortificati da castelli e rocche.
Alla metà del XII secolo i normanni guidati da Ruggero II occuapano la provincia marsicana e quindi il Cicolano e conquistano Rieti. A governare nella Valle del Salto sarà il barone Gentile Vetulo, ma anche il nipote Rainaldo Sinibaldi, in particolare su Mareri, Casardita, Poggio Poponesco (Fiamignano), Radicaro, Girgenti, Poggio Viano e altri castelli. A succedere a Rainaldo sarà Filippo Mareri e poi i figli Gentile e Tommaso Mareri. La figlia di Filippo Mareri, Filippa, seguirà San Francesco, morirà all’età di 36 anni (diventerà santa nel 1247, sotto il pontificato di Innocenzo IV). A Tommaso Mareri sarà tolto il titolo di governatore da parte di Federico II e a prendere il suo posto sarà la famiglia dei Colonna, che durerà poco, perchè poi Tommaso ritornerà governatore.
A prendere il posto di Federico II sarà Corrado IV e poi il figlio Corradino, il cui trono verrà sottratto da Manfredi, figlio di Federico II. Nella seconda metà del XIII secolo Manfredi viene sconfitto da Carlo D’Angiò, dalla Francia. A succedere a Tommaso (il quale si era fatto investire di nuovo dei suoi castelli dal nuovo re) saranno i due figli Filippo e Giovanni, ai quali dopo due anni verranno sottratti i loro feudi da Carlo D’Angiò, perchè avevano favorito Corradino nella sua riconquista del Regno di Napoli, nella battaglia di Tagliacozzo. I castelli del Cicolano passeranno di nuovo ai Colonna. Con la formazione della Provincia Cicolana, il Cicolano viene posto nella parte Ulteriore dell’Abruzzo (sopra il fiume Pescara).
Nel XIV secolo i castelli del Cicolano erano divisi tra Adamo Ausì, che aveva solo Girgenti, la famiglia Aquilano, che possedeva Capradosso e il resto dei feudi era in possesso di Stefano Colonna (anche se i Mareri erano riusciti a impossessarsi di una piccola parte della Provincia Cicolana).
Agli inizi del XV la famiglia Mareri, con Filippo, possiede più della metà dei feudi del Cicolano (Poggio Poponesco, Mareri, Staffoli, Gamagna, Poggio Viano, Girgenti, Radicaro e altri), mentre i Colonna, con Antonio possedevano i feudi di Corvaro, Torano e Spedino (contea di Albe). In quegli stessi anni Francesco Mareri diventa Vescovo di Brescia. La contea di Albe passa nella mani di Giovanni Orsini, conte di Tagliacozzo, ma poi tornerà ai Colonna e poi di nuovo a Orsini, dopo una lunga serie di scontri armati.
Alla metà dal XVI secolo, la contessa Costanza Mareri vende alla famiglia Colonna la sua contea, che consiste nei paesi di Girgenti, Poggio Poponesco, Mareri, Petrella, Capradosso, Villa Santa Croce, Rocca Alberisi, Sambuco, Poggio Viano, Staffoli, Gamagna, invece Antonio Mareri eredita Collefegato, Poggiovalle e altri castelli. Circa a metà del XVII secolo la peste si diffonde in tutta Italia e nn trascura il Cicolano, la zona più colpita e con più morti a causa di peste è la Contea di Albe. Nel 1660 muore Pompeo Colonna e i suoi feudi passano a Maffeo Barberini, anche se i figli di Pompeo Colonna non sono d’accordo.
Roberto Lombino
